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MAG n. 1, luglio 2009
GINO GIROLOMONI
LA TRADIZIONE E' RIVOLUZIONE
Tre sono le grandi coincidenze che hanno portato Gino Girolomoni a iniziare
la sua avventura: la prima è quella di aver vissuto da sempre in un luogo senza
acqua corrente e senza energia elettrica: “La mia più grande fortuna è di avere
vissuto la mia infanzia in un mondo che non c’è più e che viveva di valori veri
e rispettosi della persona e della natura. Un mondo che durava da 7.000 anni”;
la seconda è la carica di sindaco di Isola del Piano (PU) che riveste negli anni
’70 poco più che ventenne e che gli permette di promuovere e realizzare una
mostra sulla storia del mondo contadino ormai scomparso. La terza coincidenza è
stata quella di avere di fronte a sé un colle con lo splendido monastero di
Montebello, ridotto ormai a rudere, che ha sempre esercitato in lui un fascino
indescrivibile. Mettendo assieme tutti questi elementi nasce la Cooperativa
Alce Nero (oggi i suoi prodotti sono denominati “Montebello”) che comincia la
sua “missione biologica” nel 1977: “Avevo sentito il grido di dolore della
natura dovuto all’ingrato comportamento che gli uomini avevano nei suoi
confronti: coltivazioni intensive, prodotti chimici sempre più usati, non
rispetto dei ritmi naturali per perseguire logiche di mercato redditizio, un
disastro”. Gino fonda la cooperativa con alcuni amici ristrutturando il tetto
del monastero con i pochi soldi a disposizione, porta al colle i suoi animali
ormai deciso a imparare a fare il contadino. Gli ci sono voluti dieci anni dice
– per imparare il mestiere. “In quel periodo parlare di biologico ci faceva
sembrare, agli occhi della gente, dei matti”. Da quegli inizi traballanti è
passato tanto tempo, tanto lavoro e tante vicende che gli hanno permesso di
ristrutturare l’intero monastero e di trasformarlo nell’azienda che
sognava. C’è anche una locanda e una fattoria didattica. Ci sono tanti
prodotti, ci sono i suoi libri, i suoi interventi, i suoi tanti convegni sul
biologico che hanno coinvolto da sempre figure di spicco come Guido Ceronetti,
Sergio Quinzio, Paolo Volponi, Fabio Tombari… Un uomo che realizza un
progetto d’amore così grande non può che essere di esempio per tutti dimostrando
che tutto si può fare. Bisogna visitare l’azienda per comprenderne il fascino.
Bisogna sentire parlare Gino che continua a riservare il suo amore
incondizionato a questa terra. Non è un caso che la parola “uomo” abbia le
sue origini dal termine “humus”, che significa proprio
terra.
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