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Secondo le regole dell’agricoltura biologica i terreni vanno arati asciutti e
non in profondità, per non impoverire la sostanza organica situata nel primo
strato che non supera i venti centimetri dalla superficie in giù. Un paio di
piovute sono già sufficienti a rendere friabili le zolle e far germogliare i
semi delle erbe infestanti presenti sul terreno. Ecco allora necessaria
l’estirpatura, che distrugge le erbacce e prepara il terreno per la
semina. Tra i cereali prodotti a Montebello,
prendiamo quello che va per la maggiore, il grano
duro. Si semina verso i primi di novembre con terreno umido, pulito
e friabile. Raggiunta l’altezza di circa 10 centimetri, il germoglio si ferma
per tutto l’inverno. Il proverbio che dice: “Sotto la neve il pane” dà l’idea di
quanto importante sia una bella nevicata che lo copra. Con l’arrivo della
primavera il germoglio comincia a ricrescere e richiede perciò una buona
concimazione organica che l’aiuti fino alla spiga. A luglio è l’ora della
trebbiatura e del raccolto.
Il grano raccolto viene controllato e, una volta accertata la qualità, la
pulizia e un’umidità che non sia superiore all’11%, collocato nei silos di
stoccaggio. Prima del riempimento, i silos devono essere puliti con cura e
trattati con polvere di diatomee (alghe fossili, biossido di silicio), che
uccide gli insetti per disidratazione. Sarà inoltre opportuno muovere e
arieggiare costantemente il prodotto fin verso la fine di settembre,
controllandone ogni tanto la temperatura: è infatti quello il periodo in cui
calore e umidità eccessivi possono far scaturire problemi gravi per il
mantenimento dei cereali (muffe, germinazioni e
infestazioni di insetti).
Durante la macinazione a cilindri la farina
ottenuta può essere di 3 tipi: integrale, semolato e semola, a seconda della
presenza o meno della crusca. La farina viene
stoccata nei silos presenti nello stabilimento in modo da alimentare
costantemente il pastificio in lavorazione.
Alce Nero Cooperativa possiede 2 linee di pasta, una per la corta e una per
la lunga. Dai silos la farina passa
direttamente all’impastatrice dopo essere stata miscelata con acqua tiepida
(40°C). L’impasto viene spinto nelle trafile che gli faranno assumere le varie
forme (spaghetti, penne, conchiglie, fusilli, eccetera) che vengono poi tagliate
e fatte passare negli essiccatoi. L’essiccazione della pasta corta avviene in
circa 10 ore, quella della pasta lunga in circa 26 ore e questo perché si adotta
un tipo di essiccazione lenta a basse temperature da 45° a 55°C, con brevissimi
picchi che non superano mai i 68°C, al fine di non alterare i principi nutritivi
ed i contenuti organolettici presenti nelle materie prime utilizzate. Una
volta essiccata, la pasta viene confezionata in pacchetti di 500 o 250 grammi,
pronta per essere spedita in tutta Italia e nel mondo. |