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VOGLIONO PRODURRE MA SECONDO NATURA
Giancarlo Di Ludovico
il Resto del Carlino, Venerdì 17 settembre 1976

Gli agricoltori di isola del piano schierati con il sindaco


Urbino, 16 – “ Non penso che il mio atteggiamento possa prestare il fianco ad accuse di interesse come imprenditore agricolo o di esibizionismo ai fini pubblicitari”, ci ha detto Gino Girolomoni il sindaco di Isola del Piano dimissionario in segno di protesta per il disinteresse dimostrato, da parte di organi pubblici e partiti politici, nei confronti dei problemi dei piccoli comuni rurali. La concomitanza della sua decisione con l’apertura della mostra – mercato de “ Le cose che non ci sono più”, organizzata nel piccolo Comune nel quale stanno confluendo migliaia di persone, aveva fatto nascere il sospetto negli scettici che si fosse fatto ricorso ad una forma interdetta di pubblicità (quella delle dimissioni) “ a rischio calcolato”. Per di più, l’altra iniziativa, avviata sempre ad Isola del Piano, da parte dello stesso Girolomoni e di altri coltivatori, di produrre vino, cerali, legumi ed altre colture agricole “secondo natura”, senza cioè l’uso di concimi chimici, aveva parimenti dato adito all’insinuazione che il possibile clamore intorno alle sue dimissioni, potesse essere strumentalizzato per fini di interesse personale. In realtà la mostra – mercato di Isola del Piano, pur con qualche variazione nei contenuti rispetto alle precedenti edizioni, ha già dimostrato di avere una vasto pubblico di estimatori ed appassionati che si è andato man mano ingrossando fino a superare le dimensioni provinciali.
Anche per quanto riguarda le colture agricole in atto nelle campagne del piccolo centro rurale non ci sono problemi di mercato. La produzione di vino, di cereali, di legumi dei pochi agricoltori di Isola, non riesce a soddisfare, neppure in minima parte, le richieste del mercato italiano e di quello estero (specialmente Germania, Svizzera e Inghilterra) per cui sarebbe estremamente necessario che l’iniziativa trovasse seguaci ed imitatori anche in altre zone e assumesse dimensioni più vaste e magari anche coordinate.
È vero, ci fa notare Gianni Nobili, un coltivatore di Isola che aderisce alla iniziativa, che il grano senza concimi chimici dà una duzione inferiore, ma è altrettanto vero che il prezzo che ci viene pagato è molto maggiore e i costi, proprio perchè non c’è stata la spesa per i concimi, sono risultati inferiori alla media. In attesa quindi degli sviluppi del caso Girolomoni (sono in parecchi a credere che recederà alle dimissioni) e auspicando che sull’esperimento di coltivazione agricola in atto ad Isola si pronuncino gli organismi specializzati del settore, vale la pena di soffermarsi ad ammirare lo spettacolo offerto dai drappi, le tele, i lini, i canestri, gli orti, gli utensili ecc., esposti nei locali del Municipio e delle scuole elementari e medie.
È una rievocazione suggestiva di un mondo quasi scomparso che non manca di stimolare le più diverse sensazioni. La stessa presenza di tanti visitatori fa pensare  non solo ad una semplice curiosità, ma quasi ad un’ansia, ad un desiderio inconfessato o comunque non ancora ben definito, di non rompere definitivamente e completamente con un passato per tanti versi più sano e vitale. Pur con diverse motivazioni sociali e culturali, questo mondo potrebbe ritrovare un suo spazio nella nostra vita e nel nostro costume di uomini spesso isolati o addirittura emarginati dal cosiddetto progresso.

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